Torre di San Marco

Il Lago di Garda è il maggiore lago italiano, con una superficie di circa 370 km². È un'importante meta turistica, e viene visitato ogni anno da centinaia di migliaia di persone.
Il nome attuale, lago di Garda, è attestato fin dal medioevo, mentre Benàco era il nome con cui era conosciuto il lago fin dall'epoca romana. Il primo toponimo è di origine germanica, mentre il secondo addirittura celtico, precedente quindi al dominio romano, infatti la voce latina Benacus è quasi sicuramente di origine celtica, e indicherebbe un dato geografico del lago: bennacus, cioè dai molti promontori. Il toponimo Garda, con il quale è chiamato il lago fin dal VIII secolo, come testimoniano alcuni documenti, è l'evoluzione della voce germanica warda, ovvero guardia, luogo elevato atto ad osservazioni militari o castelliere di sbarramento.

Il succedersi delle glaciazioni e dei disgeli contribuì, inizialmente, a formare una vegetazione simile a quella europea continentale, ma, dopo l'alluvione avvenuta nel VII secolo, il limite della foresta si alzò, e la vegetazione lacustre cominciò a caratterizzarsi in modo diverso: aumentarono le specie coltivate, tipiche ancora oggi del lago di Garda, in particolare il castagno, la noce, l'olivo, la vite ed i cereali, ma aumentò anche la varietà delle specie selvatiche, che rendono dal punto di vista dei botanici il lago eccezionale, grazie al clima che va da mediterraneo, sulla costa, ad alpino, nei monti che lo circondano (in particolare sul monte Baldo, il giardino d'Europa).
Lungo le sponde del lago nella vegetazione spontanea spiccano i cespugli di rosa selvatica, la limonella, l'oleandro, la mimosa, l'acacia, la ginestrella e la forsizia. Nel lago ci sono cinque isole: la più grande è l'Isola del Garda su cui sorge un bel palazzo ottocentesco in stile settecentesco veneziano, e vicino a questa la seconda, l'Isola di San Biagio, anche detta "dei Conigli", che dista circa 200 metri dalla costa (raggiungibile a piedi nei periodi di secca). Entrambe sono situate nei pressi di San Felice del Benaco, verso Salò sulla costa bresciana. Un'altra isola, la terza per grandezza, è l'Isola del Trimelone famosa per essere stata una polveriera su cui sono stati raccolti ordigni inesplosi della prima e seconda guerra mondiale. Le altre due, più piccole, sono l'Isola del Sogno, anch'essa nei periodi di secca raggiungibile a piedi dalla costa distante appena 20 metri (penisola del sogno), e l'Isola degli Olivi. Il lago di Garda divenne territorio romano nel 197 a.C. (precedentemente era stato sotto il controllo dei Veneti e dei Galli Cenomani), e nell'89 a.C. vennero concessi i diritti già delle città latine, per volontà del console romano Gneo Pompeo Strabone.
Nel 243 nel Garda si verifica il primo terremoto ricordato da fonti storiche, una leggenda narra che fu un vero e proprio cataclisma e le conseguenze furono talmente disastrose che la città di Benacus scomparve tra le acque del lago (questa città si trovava dove ora sorge Toscolano). Anche l'Isola del Garda ebbe origine in quel periodo, quando a seguito del cataclisma si staccò dalla vicina costa di S. Felice. Nel 568-569 i Longobardi occuparono l'Italia settentrionale, e quindi anche l'area del lago, anche se loro testimonianze sono presenti più che altro a Sirmione e Garda, forse perché città strategicamente importanti e già dotate di fortificazioni. Il lago rimase al confine tra tre potenti ducati longobardi, quelli di Verona, di Trento e di Brescia, e fu al centro di un'importante rete di comunicazioni, sia commerciali sia militari. torre garda Nel 1405 il territorio passa nelle mani della Repubblica Veneta che governò il lago per quattro secoli. Nel 1508 si costituisce la lega di Cambrai (la quale ha delle mire anche sulla regione gardesana) contro la Repubblica Veneta: Venezia rafforza i castelli di domini di Terraferma, tra i quali quelli di Salò e Padenghe, ed invia galee sul lago, oltre a farne costruire di nuove direttamente sul Garda, presso l'arsenale di Lazise. I veneti perdono parte dei loro domini, che vengono però recuperati nel 1512, quando a Salò può tornare il provveditore. Nel 1516 scende in Italia l'imperatore Massimiliano, e la Riviera torna nuovamente in mano tedesca. Presto però i territori tornano ancora in mano veneta. Nel 1796 il lago viene coinvolto nelle guerre napoleoniche: a fine maggio i francesi avanzano fino al lago ed il 30 sconfiggono gli austriaci a Borghetto sul Mincio e conquistano Peschiera. A fine luglio vengono invece sconfitti i francesi, che devono ritirarsi oltre Salò, che viene occupata dagli austriaci. Si svolgono quindi numerosi nuovi scontri tra gli avversari lungo il lago di Garda. L'anno seguente i francesi occupano pure Mantova, mentre le valli bresciane e la Riviera insorgono, anche se la Repubblica Veneta mantiene il suo status di neutralità, e non invia aiuti in soccorso.
I veronesi organizzano indipendentemente delle spedizioni contro i centri occupati dai francesi, ma vengono sconfitti e devono ritirarsi a Verona, dove il 17 aprile ha inizio le insurrezioni antifrancesi denominate Pasque Veronesi. Il 17 ottobre viene però firmato il trattato di Campoformio: ai francesi vanno le sponde sud-occidentali, mentre agli austriaci quelle nord-orientali. Nel 1815, con la Restaurazione, nasce il Regno Lombardo-Veneto, e tutta la regione gardense torna in mano austriaca. La prima guerra d'indipendenza si fa sentire anche sul lago di Garda: a Salò vengono fatti prigionieri alcuni soldati austriaci, ed il giorno seguente le insegne austriache vengono abbattute. L'esercito austriaco è costretto a ritirarsi sulla linea del Mincio per l'avanzata delle truppe piemontesi, ma, dopo la sconfitta piemontese di Custoza, viene firmato un armistizio, e torna la situazione ante guerra. Il lago di Garda non è stato oggetto, a differenza del Lago di Como, di un turismo di tipo aristocratico e letterario. I suoi grandiosi scenari richiamano piuttosto un turismo "di massa", di tipo marittimo, anche a causa del carattere relativamente pianeggiante del territorio, adatto all'insediamento di grandi e numerosi centri ricettivi. Tutto cominciò alla fine dell'Ottocento, anche se, ovviamente, si trattava ancora di un turismo elitario che riguardava quasi esclusivamente la zona nord-occidentale del lago, per bontà di clima, per dovizia di acque, per varietà di prodotti, per grandiosità e giocondità di paesaggio, per cortesia di abitanti. Dal secondo dopoguerra il turismo ha avuto una sorta di trasformazione: ad un turismo con permanenza lunga si è affiancato il turismo "mordi e fuggi", con una sosta breve, per il solo fine settimana o addirittura per poche ore. Il primo è alimentato da turisti che vogliono passare le ferie sul lago, provenienti da una vasta area (oltre ad italiani numerosi tedeschi, francesi, svizzeri, olandesi ed altri stranieri), mentre il secondo è alimentato da coloro che vivono a non più di qualche ora dal lago, e che vogliono passare qualche ora di svago. Entrambi i tipo di turismo sono stati cause di cambiamenti notevoli nell'organizzazione del territorio e dei centri abitati.

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