Monte Pizzocolo: la vetta delle Prealpi Gardesane che domina il Lago di Garda
C'è una montagna che chiunque si fermi a guardare Toscolano Maderno dal lago riesce a distinguere immediatamente: la sua sagoma appuntita si staglia sul cielo con un profilo inconfondibile, quasi come se volesse ricordare a chi è sulla riva che esiste un altro punto di vista, ancora più in alto.
Il Monte Pizzocolo non è solo una delle mete di trekking più amate dell'Alto Garda Bresciano — è una presenza silenziosa e costante per chi vive e visita questa parte del lago, un orizzonte che invita a salire.
Dove si trova il Monte Pizzocolo?
La montagna sorge nell'immediato entroterra della sponda bresciana del Lago di Garda, nel territorio del comune di Toscolano Maderno, in provincia di Brescia.
Fa parte delle Prealpi Bresciane e Gardesane, all'interno del Parco Regionale dell'Alto Garda Bresciano, e il suo versante orientale si affaccia direttamente sul bacino lacustre, mentre a ovest la montagna guarda verso la selvaggia Valle Vestino.
Confina con i comuni di Gardone Riviera e Gargnano, e la sua posizione avanzata rispetto all'entroterra la rende visibile da quasi tutta la sponda occidentale del lago.
Altitudine, difficoltà e dislivello
Il Monte Pizzocolo raggiunge i 1.581 metri sul livello del mare. Non è una cima alpina, ma non si tratta nemmeno di una passeggiata: la montagna si guadagna con un impegno reale, e questa è parte del suo fascino.
La difficoltà varia sensibilmente a seconda del sentiero scelto. I percorsi principali, classificati nella scala CAI come E (Escursionistico), sono accessibili a chi ha una discreta preparazione fisica e calzature adeguate.
Esiste anche una variante per escursionisti esperti (EE) lungo la cresta meridionale, con tratti più esposti e dislivelli concentrati, che richiede esperienza e buona padronanza del terreno. Il dislivello complessivo dalla base dipende dal punto di partenza: partendo dalle frazioni più basse si supera abbondantemente il migliaio di metri.
Non è una montagna per tutti in senso assoluto, ma con la giusta preparazione è decisamente alla portata di chi è abituato alla montagna e ai percorsi impegnativi.

Come arrivare al Monte Pizzocolo
Il punto di accesso principale è Toscolano Maderno, facilmente raggiungibile percorrendo la SS 45bis Gardesana Occidentale, che collega Salò a Riva del Garda costeggiando il lago. Da Brescia si percorre la A4 fino all'uscita Brescia Est, poi si prosegue in direzione Salò e quindi lungo la Gardesana.
Da Verona si passa per Desenzano, si raggiunge Salò e si imbocca la statale verso nord. Da Trento e Riva del Garda si scende lungo la stessa statale verso sud.
Una volta a Toscolano Maderno, si sale verso la frazione di Sanico seguendo le indicazioni stradali. Da qui partono le strade sterrate che conducono ai principali punti di accesso ai sentieri. Non esiste un trasporto pubblico dedicato alla montagna: la via più pratica rimane l'auto privata.
Come salire sul Monte Pizzocolo: i sentieri principali
La montagna si raggiunge da più versanti, e la scelta del percorso cambia radicalmente il tipo di esperienza. Ogni salita ha una propria personalità.
Da Sant'Urbano (sentiero 223 – via normale)
È il percorso più frequentato e consigliato a chi si avvicina per la prima volta. Il punto di partenza è la piccola chiesa di Sant'Urbano, a circa 876 metri di quota, raggiungibile in auto da Sanico lungo una strada sterrata (gli ultimi tratti richiedono un veicolo adatto al fuoristrada leggero). Da qui si segue il segnavia CAI 223, un sentiero classificato E, con pendenza progressiva e terreno misto tra bosco e praterie aperte.
Il dislivello da Sant'Urbano è di circa 700 metri e il tempo di percorrenza per la sola salita si aggira sulle 2 ore e mezza, compatibilmente con il passo. Adatto a escursionisti allenati che cercano un itinerario chiaro e ben segnalato.
Da Ortello via Malga Valle (sentiero 11)
Partendo dalla località Ortello, a circa 700-750 metri di quota, si imbocca il sentiero 11 che risale il versante meridionale passando per Malga Valle (1.337 m). È un percorso di tipo E, prevalentemente su sterrato e poi terreno sassoso, con alcuni tratti cementati nella parte bassa. La mulattiera è riconoscibile e segnalata.
Dalla Malga Valle si prosegue fino a quota 1.440 m circa, dove si incontra il sentiero 5 che porta alla vetta. Il tempo totale dalla partenza si aggira attorno alle 3 ore per la sola salita. È un itinerario meno diretto della via normale ma con variazioni di paesaggio interessanti, consigliato a chi preferisce salire gradualmente.
Da Colomber di San Michele per il Passo Spino (sentiero E)
Questo itinerario parte dalla località Colomber, nel comune di Gardone Riviera, raggiungibile da San Michele seguendo le indicazioni per il Rifugio Pirlo. È la via più lunga ma anche quella che permette di fermarsi al Rifugio Pirlo allo Spino (circa 1.165 m), ottimo punto di sosta per rifocillarsi prima dell'ultimo tratto verso la vetta.
Il percorso complessivo andata e ritorno richiede circa 5 ore e mezza, con un dislivello totale di circa 880 metri. Difficoltà E. Adatto a chi vuole un'escursione meno ripida nella parte finale e apprezza poter contare su un rifugio sulla via.
La cresta meridionale (sentiero per EE)
Per chi cerca qualcosa di più impegnativo, il percorso lungo la cresta meridionale rappresenta la sfida autentica. Partendo sempre da Ortello di Sotto, si affrontano circa 700 metri di dislivello concentrati in pochi chilometri, su terreno roccioso ed esposto. Il segnavia porta il codice 287 (Sentiero delle Creste). La classificazione è EE (Escursionisti Esperti): richiede buon senso d'orientamento, equilibrio e abitudine ai tratti aerei.
Non è adatta a chi non ha esperienza su terreno impegnativo o a chi soffre di vertigini. Ripaga con scorci eccezionali già durante la salita, con il lago che appare improvvisamente tra le rocce mentre si guadagna quota.

Cosa si vede dalla cima
Arrivare in cima è una piccola rivelazione. Il panorama a 360 gradi abbraccia tutto il Lago di Garda nella sua lunghezza, dalla stretta gola del basso lago fino alla cerchia alpina del nord. In una giornata limpida lo sguardo raggiunge l'Adamello, il gruppo del Monte Baldo, il Monte Tombea, l'Ortles, e — nelle condizioni di visibilità migliori — si dice perfino il Monte Cervino. A sud la pianura padana si estende a perdita d'occhio fino agli Appennini. È una di quelle viste in cui si perde il conto dei chilometri.
In vetta si trovano alcune strutture che meritano attenzione. C'è una piccola cappella dedicata ai caduti della montagna e delle guerre, edificata nel 1985 sui ruderi di manufatti della Prima Guerra Mondiale — perché anche questa montagna fu teatro di operazioni militari tra il 1915 e il 1918. C'è una rosa dei venti che aiuta a riconoscere i rilievi all'orizzonte, e il Bivacco Due Aceri, sempre aperto, dove ci si può riparare e riposare qualche minuto.
Chi sale in primavera trova i prati di Malga Valle ancora freschi e le fioriture spontanee sui versanti meridionali; in estate il percorso nel bosco regala ombra preziosa nella parte bassa della salita; in autunno i colori del bosco sono qualcosa di straordinario, con le sfumature del faggio e del castagno che trasformano il paesaggio.
Dove fermarsi a mangiare lungo l’escursione
Chi affronta la salita deve tenere conto che in vetta non sono presenti rifugi o punti di ristoro: il Pizzocolo è una montagna ancora autentica, da vivere con un minimo di autonomia. Il pranzo al sacco resta quindi la soluzione più semplice e diffusa, da gustare una volta raggiunta la cima o nei prati poco sotto, con il lago che si apre all’orizzonte.
L’unica eccezione lungo i percorsi è il Rifugio Pirlo allo Spino, citato anche in precedenza e situato lungo l’itinerario che sale dal Colomber di San Michele verso il Passo Spino.
Qui è possibile fermarsi per mangiare o bere qualcosa prima di affrontare l’ultimo tratto di salita, oppure al rientro. È un punto di appoggio prezioso soprattutto per chi sceglie questa via più lunga e graduale, e permette di spezzare l’escursione senza fretta.
Dove parcheggiare per il Monte Pizzocolo
Chi sale da Sanico ha due opzioni principali. La prima è Ortello (circa 700-750 m di quota), raggiungibile con qualsiasi automobile lungo la strada sterrata che parte dalla frazione: qui si trovano spazi sufficienti per lasciare l'auto.
La seconda è la chiesa di Sant'Urbano (876 m), ultimo punto raggiungibile in macchina, ma con pochissimi posti disponibili — e la strada nell'ultimo tratto è stretta e sconnessa, adatta preferibilmente a veicoli con buona altezza da terra.
Chi invece sale da San Michele di Gardone Riviera può lasciare l'auto nei pressi della località Colomber, dove esiste uno spazio adeguato, prima di imboccare il sentiero verso il Passo Spino.
In tutti i casi, nei fine settimana estivi e durante le belle giornate di primavera e autunno, è consigliabile arrivare presto: i parcheggi si riempiono rapidamente.

Dal cielo alla riva: chiudere il cerchio sul Garda
Scendere dal Pizzocolo nel tardo pomeriggio ha un sapore particolare. Le gambe pesano, il lago è ancora luminoso lontano in basso, e ci vuole un po' prima che il respiro torni normale.
Raggiunta la riva, quasi naturalmente si sente il desiderio di cambiare prospettiva: smettere di guardare il lago dall'alto e cominciare a vederlo da dentro.
È in quel momento che un'uscita in barca assume tutto il suo senso. Scivolando sull'acqua nella luce del pomeriggio — quella luce radente che trasforma le superfici e ammorbidisce i profili delle montagne — la cima da cui si è scesi poco prima appare improvvisamente diversa, più piccola e insieme più imponente.
Dalla barca si capisce cosa vuol dire davvero guardare il Garda occidentale: i borghi che si susseguono, i promontori calcarei che scendono a picco, le pennellate d'olivo e di cipresso.
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Credits: le immagini sono prese dai siti www.bresciainfoto.it, staging.meeters.org e ape-alveare.it